
Nel corso dell’età romana Bovino (Vibinum) diventa un centro urbano vero e proprio. Nel Museo è conservata un’epigrafe in cui è citata la Colonia Vibina, che dedicò una statua a Caracalla, non ancora imperatore, tra il 195 e il 197 d.C.; questa epigrafe documenta il passaggio del centro vibinate da municipium romano a colonia latina nel I sec. a.C., nonostante l’area fosse occupata già a partire dal III sec. a.C.
Nel corso del I sec. a.C. furono realizzati l’acquedotto, del quale è visibile un arco in località Mura d’Acque (o Mura d’Archi), e la cinta muraria, della quale sono conservati diversi tratti nella città moderna (presso il “Buco di San Marco”, nei cortili di abitazioni private in via Lastene, in via Castello, presso il Palazzo Ducale e sulla rampa di via Mentana).
Il centro moderno di Bovino si è sviluppato in corrispondenza di quello antico, come testimoniato dal decumano massimo, ricalcato dall’attuale via Roma, mentre l’area del foro, dalla quale provengono molte delle iscrizioni conservate nel museo, corrisponderebbe all’odierna piazza della cattedrale.
L’edilizia residenziale nella città è attestata dal rinvenimento di due mosaici a tessere bianche e nere della prima età imperiale rinvenuti in una domus in via Lastene e da un complesso termale localizzato nelle vicinanze, mentre le aree funerarie sarebbero collocate, secondo Carlo G. Nicastro, nei pressi dell’attuale villa comunale, lungo la via verso il Convento dei Cappuccini e verso il fiume Cervaro.
Una sfinge in pietra e il rilievo funerario con figura femminile, oggi conservati al museo, fungevano verosimilmente da segnacolo di due diverse tombe; ulteriori reperti, quali fibule bronzee, lucerne, unguentari costituivano il corredo di tombe rinvenute nel territorio databili tra il II sec. a.C. e il II sec. d.C.
Mosaici di età primo-imperiale provenienti da via Lastene, centro storico
Rilievo funerario di età romana
Maschera in pietra calcare di età repubblicana
