
L’età tardoantica e la successiva fase altomedievale segnarono un declassamento del centro abitato di Bovino a vicus, villaggio. Si ritiene probabile la costruzione di una prima chiesa nell’area coincidente con quella del foro e dell’anfiteatro della città romana. Verosimilmente il territorio fu interessato dalla presenza longobarda e bizantina, come dimostrato dalla presenza di vescovi-governatori e di Catapani, a partire dalla seconda metà del IX secolo.
Nel X-XI secolo il centro abitato conserva e rafforza il suo ruolo di polo strategico in relazione al controllo del Vallo di Bovino; in questa fase si attestano interventi di ampliamento dell’antica cinta muraria di età romana.
La città assunse rilevanza nell’età normanna, come testimoniato dalla presenza della Cattedrale e dell’annessa chiesa dedicata al santo patrono Marco, che costituisce uno dei primi esempi del romanico in Puglia, oltre che dai lavori di riedificazione e di ampliamento del Castello.
Dalla Cattedrale provengono alcuni frammenti scultorei databili ai secoli VIII-X, di chiara influenza stilistica beneventana, ma anche islamica; tali frammenti testimoniano la presenza in loco di lapicidi di cultura stilistica longobarda, come si evince da alcuni frammenti appartenenti alla Collezione Nicastro. Altri elementi sono relativi a lastre, capitelli, pulvini ed epigrafi provenienti dalla Chiesa di S. Pietro, databili al secolo XI. Infine, vi sono alcuni esemplari di epigrafi e lastre sepolcrali pertinenti ad epoca moderna (XVI-XVIII secolo).
Numerosi e particolarmente interessanti sono, inoltre, i reperti di maiolica dipinta policroma conservati presso il Museo Nicastro; i caratteri stilistici e morfologici del materiale di Bovino permettono di creare uno stretto legame con la fabbrica di Ariano Irpino, l’unica, insieme a quella di Grottaglie, a produrre questo tipo di manufatti molto comuni fra XVIII-XIX secolo. Tra le varie forme attestate vi sono brocche, boccali, fiaschette, ma soprattutto le acquasantiere, spesso a struttura architettonica ad imitazione degli altari delle chiese, la cui produzione è diffusa tra XVIII-XIX secolo.
Frammento scultoreo in pietra calcarea raffigurante l'Agnus Dei
Cattedrale. Dettaglio del rosone
Veduta del castello
