
Il quadro del popolamento del territorio di Bovino nell’età neolitica è testimoniato dalla presenza di diversi siti individuati grazie al rinvenimento di materiali in superficie, come quelli individuati nelle località Radogna e Catenazzo, o dal sito in località La Lamia, caratterizzato da tracce riferibili a compounds, fossati semicircolari tipici dei villaggi neolitici, visibili nelle fotografie aeree scattate da John Bradford nel corso del secondo conflitto mondiale, oltre che da ritrovamenti sporadici nel centro urbano e nelle località Monte Castro, Iancoppa, Casale e Casalene.
Recentemente oltre a questi siti, già noti e riferibili alla fase più antica del Neolitico, le ricerche legate alle attività della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di BAT e FG e dell’Università di Foggia hanno consentito di individuare numerosi altri siti distribuiti lungo i versanti collinari di Bovino, che testimonierebbero una frequentazione del territorio nell’ambito di tutto l’arco cronologico del Neolitico (località Radogna, I Valli, Carripoli, Serrone, San Lorenzo, Masseria Serroncino, Casalene).
Industria litica in selce
Nucleo di ossidiana
Frammento di ceramica d'impasto decorato a impressioni
La fase eneolitica è attestata, oltre che dal cospicuo numero di stele rinvenute a partire dagli anni Cinquanta in località Sterparo, sulla collina di Tegole, dove indagini di archeologia preventiva hanno consentito di individuare un vasto ed articolato insediamento, ed in località Giardinetto, nel vicino territorio di Orsara di Puglia, dove, in occasione dei lavori di raddoppio della linea ferroviaria, è stata portata alla luce un’estesa necropoli a cremazione costituita da diversi recinti funerari.
Le più recenti ricerche di archeologia dei paesaggi condotte dall’Università di Foggia hanno inoltre evidenziato la presenza di oltre 100 aree di reperti in superficie, che testimonierebbero una grande vitalità nel quadro del popolamento del territorio tra Eneolitico ed età del Bronzo.
Le indagini archeologiche condotte in località Tegole – Cologno hanno consentito, inoltre, l’individuazione di un villaggio che, frequentato già in epoca neolitica, vede una nuova e diversa articolazione dell’impianto abitativo in epoca eneolitica, con la realizzazione di palizzate a difesa dalle forti raffiche di vento che caratterizzavano la collina, sino all’ultima fase di frequentazione, in cui alle abitazioni si sovrappone verosimilmente un sito con funzione religioso-cultuale.
